Classe prima: innamorarsi dei libri. Genitori e insegnanti, qualche consiglio.

La lettura deve essere un gesto libero, un innamoramento, qualcosa che si accende e che ci emoziona , che non vediamo l’ora di incontrare, come succede quando aspettiamo qualcuno che amiamo.

Deve trasmetterci felicità e desiderio ma, affinché ciò possa accadere, non deve avere nulla a che fare con la costrizione, con la verifica del contenuto, con l’imposizione.

E, soprattutto all’inizio, non deve essere solitudine.

Il piccolo lettore vive ai suoi albori un momento di grande fatica: decifrare è un processo impegnativo, cogliere il senso della parola completa è difficile, ancor di più lo è il comprendere il senso di un’intera frase o addirittura di un testo.

Pertanto, in queste fasi e per tutta la classe prima il bambino va accompagnato. L’adulto, genitore, nonna o insegnante che sia, deve affiancare questo percorso. Con la presenza fisica e emotiva, affinché il bambino connetta fin da subito la lettura con il calore dell’affetto. 

Ci sono bambini che vogliono provare da soli, in tal caso , l’adulto non dovrà far altro che mettersi “a disposizione” per intervenire al momento opportuno, guidare nella decodifica di vocaboli o significati non immediati, leggendo parti di testo senza invadere troppo il territorio del piccolo esploratore di parole.

Ci sono bambini che hanno bisogno di sicurezza e quindi sarà l’adulto a leggere il testo per lui, anche più volte, finché il bambino saprà il testo quasi a memoria: ciò gli darà la sicurezza che ancora gli manca, rafforzandolo nell’idea che “sa leggere”. 

Ci sono bambini che cercano la vicinanza dell’adulto.In questo caso si potrà stabilire un tenero accordo: una riga a testa , una pagina a testa. Un bellissimo gioco di squadra solidale e complice.

Ci sono bambini che ancora non sanno leggere. Sarà pura magia lasciare loro la possibilità di “inventare” interpretando le immagini e volando con la fantasia. Sarà bellissimo, al termine della lettura “per finta”  supportarli con una lode e un abbraccio. Ciò li renderà fieri. Quanti bambini ho visto, orgogliosi, al termine di una di queste letture “per finta” esclamare: – Ecco. Ho già letto tre libri! 

Non bisogna temere di dare ai bambini testi che riteniamo troppo difficili o con contenuti che non fanno parte della narrativa. L’universo dei libri è grande, una tavola imbandita cui ognuno può attingere secondo i propri gusti e le proprie capacità

Senza dimenticare mai la zona di sviluppo prossimale di Vygotsky, il luogo in cui si realizza l’apprendimento.

Prima delle vacanze Babbo Natale ha consegnato alla mia prima  un sacco pieno di libri. Ho lasciato che i bambini scegliessero liberamente. Alcuni testi erano scritti in stampato maiuscolo, altri minuscolo.

Ho detto loro che durante le vacanze di Natale potevano coccolarli, leggerli con mamma o papà o nonni o fratelli, oppure solo guardarli, sfogliarli, annusarli, copiarne i disegni, leggerli per finta.

Ho anche raccomandato ai genitori che parlassero con Babbo Natale perché tra i regali sotto l’albero ci fosse almeno un libro.

E’ stato bellissimo vedere i bambini tornare entusiasti : tutti avevano letto un libro, la maggior parte due, altri di più. Come li avessero letti non importa, il primo giorno dopo le vacanze è stato il giorno del “racconto” e della condivisione. Un momento magico.

Guardateli, non sono fantastici? Adoro il mio lavoro.  😍😍😍😍

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *