Giornata della memoria. Come parlarne con i più piccoli.

La Giornata della Memoria è una data molto importante che ci invita ogni anno a ricordare i 15 milioni di vittime dell’olocausto rinchiusi e uccisi nei campi di sterminio nazisti. Il campo di concentramento di Auschwitz è diventato il simbolo di questa immane tragedia e la data della sua liberazione, il 27 gennaio 1945 da parte dell’esercito sovietico, il giorno che ne è diventato l’emblema.

Nelle scuole, con gli alunni più grandi, l’argomento viene affrontato con un approccio adeguato all’età. Ma la domanda che noi insegnanti spesso ci poniamo è: è giusto parlarne con i più piccoli?

La mia risposta è sì, è giusto e doveroso. Ma va fatto un lavoro “di sponda”.

I bambini devono essere condotti a riflettere sull’uguaglianza, sull’accettazione della diversità fisica, di opinione, di nazionalità e di pelle. Questa è una modalità delicata per entrare nei loro cuori piccoli in punta di piedi. Essi vanno schermati dall’orrore, nel contempo però vanno innaffiati di valori affinché il seme del razzismo non generi mostri, come è successo durante la Shoah e altri momenti tragici della storia.

Come fare? Si può partire dalla visione di un video cui far seguire un cineforum attraverso un bel circle time guidato dalle domande:

  • Proviamo a ripetere la storia con le parole.
  • Che cosa succede al protagonista?
  • Come si comportano gli altri? Perché lo fanno secondo te?
  • Cosa succede se qualcuno viene preso di mira?
  • Ti è capitato qualche volta? Come ti sei sentito?
  • In classe ci sono state delle guerre tra bambini? Che cosa le ha causate?
  • Cosa proponi per evitare che queste cose accadano?
  • Pensi che questa cosa succeda anche tra gli adulti? Ne hai sentito parlare qualche volta?
  • Odio-guerra. Secondo te che cosa significano queste parole? Sono legate tra di loro? Con quali parole le sostituiresti?

In circolazione ci sono dei corti molto belli che permettono di sviluppare l’argomento “a misura di bambino”. Perché i bambini sono fatti di emozioni, sono fatti di nuvola, e le nuvole, si sa, vanno trattate con delicatezza . 

Ecco alcuni suggerimenti:

L’agnello rimbalzello.

Pennuti spennati

Party Cloud

Buona visione! 

 

 

6 Comments

  1. Grazie. Tante volte noi insegnanti della primaria, soprattutto in prima è seconda classe, ci poniamo questo problema. L’ho trovato molto interessante.

  2. Flavia grazie come sempre per gli spunti di riflessione .
    penso proprio che partirò da Party Clouds per poi, in punta di piedi, parlare della Shoah.
    Grazie !

  3. Grazie! I miei alunni ed io abbiamo apprezzato molto i corti da te suggeriti e sono stati di grande stimolo per riflessioni, considerazioni e ricerca di cosa ognuno di noi deve fare perchè il seme dell’odio non germogli.

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