Rientro a scuola: controcanto per bambini

Manca poco alla riapertura delle scuole e siamo reduci da un dibattito asfittico, basato spesso sul nulla, un dibattito che ha imperversano per mesi sui social e che ha alimentato un cortocircuito noioso e inutile, in cui le fake hanno trovato un habitat ideale.

Quanto saranno utili, costosi, belli, brutti, i nuovi banchi?Quanti chilometri potranno percorrere con un litro? Saranno meglio o peggio degli autoscontro?Quante mascherine si dovranno utilizzare? Con quali criteri? Se la creatura va a temperare, mascherina si o no? Se recupera la gomma caduta per terrra? E se va in bagno? Se fa solo pipi magari potrebbe tenerla, il problema diventa più serio se deve anche bere…

E i dirigenti? Solerti VS meno solerti, organizzati VS caotici, molto presenti VS assenti, preoccuparti per le denunce penali o civili VS fatalisti.
Insieme ai sindaci a caccia di spazi più o meno assurdi. Spazi che, da un giorno all’altro sono diventati elastici: più stretti, più larghi, da bocca a bocca, da naso a naso, da portapenne a quaderno. Togli gli armadi, spostali in corridoio, anzi no che c’è pur sempre il problema della sicurezza, elimina la palestra, trova una tensostruttura anzi forse non serve più..

Veniamo ai genitori , da un lato i terrorizzati per il rischio contagio, dall’altro i terrorizzati che i figli restino casa: Dad si, Dad no, Dad Dio ce ne scampi, favorevoli alla scuola home made ( mamme maestre che spuntano come funghi) o sull’orlo di una crisi di nervi, preoccupati per il lavoro o per il coinvolgimento dei nonni, strenui propugnatori dell’idea che “il virus è un’invenzione dei poteri forti per soggiogarci” o convinti che il virus ci annientera tutti…

Sul versante maestre il dibattito si è dipanano tra le maestre sofferenti per la mancanza dei cuccioli e quelle in ansia per il programma, quelle preoccupate per la loro salute ( e ci sta, eccome se ci sta) e quelle arrabbiate ( e ci sta pure questo), quelle Dad si, Dad no, Dad Dio ce ne scampi, quelle che “chissà come faremo” a gestire tutto…

In questo quadro, il Ministero si è impegnato in modo lodevole nel seminare incertezze e disorganizzazione, in nome di una saggia prudenza: decidere e rinnegare subito dopo le decisioni assunte, attendere Godot o, meglio ancora, decidere di non decidere affatto.

Ma chi sono i grandi assenti in tutto questo caravanserraglio di adulti che parlano ( o sproloquiano) di scuola?

I bambini.

I bambini, esseri pensanti che ascoltano anche quando non ci sembra, che colgono, che riflettono, che traggono conclusioni.
Che cosa avranno pensato i bambini dei discorsi dei genitori, dei commenti della gente, dei servizi in televisione, delle notizie ansiogene che continuano ad accerchiarli, dei commenti su Facebook , sicuramente letti e commentati ad alta voce, del rimando che giunge loro da un mondo di adulti impanicati, incerti, sarcastici, polemici, confusi?
Che idea si saranno fatti LORO del rientro a scuola?

Ora che è Online il documento che contiene le indicazioni per la gestione di casi e focolai negli istituti scolastici preparato dalle istituzioni competenti, cerchiamo di METTERLI AL CENTRO, per favore.
Diciamo loro che andrà tutto bene. Facciamoli sentire al sicuro. Sorridiamo, trasmettiamo sicurezza. Diciamo loro che la situazione è nelle nostre mani e che sappiamo bene cosa fare e come proteggerli.
NOI SIAMO GLI ADULTI, spetta a noi il compito del coraggio, della protezione, della rassicurazione, della cura
Nell’immaginario dei bambini gli adulti sanno sempre cosa fare.
E allora giochiamo al “Per finta” e lasciamoglielo credere.
Sarà il nostro modo per proteggerli rispettando il loro diritto a una scuola serena.

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