GUARDIAMO NEGLI OCCHI IL BULLISMO lavorando con le emozioni.

Il BULLISMO è un fenomeno subdolo, che si insinua nelle nostre classi come un sottile alito di vento che serpeggia tra i bambini, difficile da individuare, difficile da controllare, difficile da portare in superficie.

Il momento ideale in cui  il BULLISMO trova lo spazio più idoneo  è quello dell’intervallo. I luoghi deputati: i servizi, il cortile, i corridoi. Luoghi e momenti in cui , per noi insegnanti, è più difficile tenere la situazione sotto controllo.

Ma anche durante le normali attività didattiche può succedere che alcuni bambini vengano presi di mira, messi alla berlina o  isolati.

Prendo ad esempio un episodio in cui, a una bambina presa di mira, facevano deliberatamente cadere il portapenne a terra e, quando lei cercava di riprenderlo, gli assegnavano un calcio, in modo che lei non potesse raggiungerlo. Nascondevano il cappotto nei bagni, la spingevano in fila, una volta rischiò di cadere dalle scale. Non fu facile per la maestra accorgersene, la bambina per vergogna taceva, il bullismo prosperava.

Che cosa dice il Ministero al riguardo?

Quali strategie possiamo utilizzare per contrastare il fenomeno OGNI GIORNO?

  1. LAVORARE SULLE EMOZIONI.                                                                                                                        Spesso il BULLO è un bambino sofferente, che scarica sugli altri il proprio dolore. E’ qualcuno che vuole ESSERE VISTO, qualcuno cui si aggregano compagni con le stesse problematiche, amici deboli che credono di “diventare qualcuno” mediante azioni vigliacche condotte in gruppo;            nel contempo spesso  la VITTIMA  non trova forza, coraggio, parole per raccontare il proprio disagio, né a scuola e magari nemmeno a casa. Ed ecco allora che lavorare sulle emozioni diventa un antidoto indispensabile per “prevenire”. Più i nostri alunni saranno abituati a esternarle, a condividerle, a trovare le parole per definirle, più impareranno a capirne il peso e il valore, più impareranno a raccontarle e a dominarle, belle e brutte che possano essere. Più saranno “confidenti” con le loro emozioni, più avranno il coraggio di esternarle , fidandosi di noi insegnanti. E a fiducia è il primo grande passo per creare un circolo virtuoso che porta a rapporti armoniosi e sereni.
  2. QUALI STRUMENTI.                                                                                                                                              Il POTERE DEL CERCHIO è lo strumento principe per lavorare sulle emozioni. Ne riparleremo più ampiamente nei prossimi giorni. Nel webinar, se volete, potete trovare suggerimenti didattici che vanno proprio in questa direzione

Qui sotto trovate un testo che avevo inserito nel ministeriale precedente, che può servire come base di partenza

       

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