Prendersi cura: didattica delle emozioni.

La DIDATTICA DELLE EMOZIONI rappresenta la traduzione nella pratica scolastica dei principi dell’Intelligenza Emotiva di Daniel Goleman.

Educare all’affettività è uno degli obiettivi irrinunciabili che deve porsi una maestra di scuola primaria. In questa fascia d’età i bambini sono molto recettivi a tutto ciò che è sentimento, purezza, empatia. Nel contempo però hanno bisogno di essere guidati per mano a riconoscere questi sentimenti poiché il più delle volte non sono capaci di identificarli o di esternarli, non possedendo ancora né la consapevolezza né il linguaggio sofisticato, che li accompagna.

Hanno bisogno di “percorrere” fisicamente gli stati d’animo, di interpretarli, di nominarli sia nei gesti di ogni giorno, sia in attività più mirate come il teatro.

Nella mia seconda ho proposto ai bambini di dedicare l’anno scolastico al “prendersi cura”

Dopo un brainstorming per identificare in che cosa si sostanzi il “prendersi cura” , ho portato a scuola due pesciolini denominati, dopo un rapido sondaggio, Max e Ghiget. A turno i bambini hanno il compito di occuparsene curandoli con amore e sollecitudine.

Il secondo passo è stato quello di declinare le modalità con cui si sarebbero presi cura dei compagni, dell’ambiente, dei lavori scolastici.

Infine ho istituito il momento “abbracci gratis”.

L’abbraccio ha un valore terapeutico, è uno scambio di energia, è ricordarci che siamo umani. E’ solidarietà e condivisione. Chi di noi non ama essere abbracciato quando è triste, fragile o semplicemente felice? L’abbraccio ha un potere meraviglioso. Ma non deve essere forzato. Infatti, i bambini vanno lasciati liberi di agire secondo la loro volontà. Nel mio caso , all’inizio c’erano alcuni bambini “selettivi” che,deliberatamente, evitavano l’abbraccio di altri compagni ( facendoli soffrire), e qualche maschio che si “defilava” Ho rispettato il loro modo di essere ma abbiamo affrontato l’argomento in circle time, cercando di capire che cosa ci fosse dietro. In un caso c’era il rifiuto di comportamento considerato poco “da maschio”, nell’altro caso c’era la difficoltà ad accettare compagni “diversi”. Alla fine della discussione ho fatto vedere il video che allego qui sotto e ho aspettato. Molti si sono commossi e mi hanno chiesto di rivederlo più volte.E piano piano la gioia dell’abbraccio ha travolto tutti!!

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